Castrovalva


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Trascrizione della pergamena n.769 del 13 Ottobre 1388

La storia

Vediamo ora la trascrizione della pergamena n° 769 del 13 Ottobre 1388 indizione XI, Loreto.
Fondo Pergamene e Carte Bambagine A.S. Sulmona
Questo atto è una lettera patentale con cui Giacomo d’Aquino conte di Loreto, concede ad Angelo Sforzaterra di Castro Valva l’assenso alla compra di alcuni beni stabili, fatti salvi il diritto di adoa e tutti gli altri spettanti al signore del luogo (spettanti cioè a Giacomo d’Aquino).
“Giacomo d’Aquino conte di Loreto da ad Angelo di Giovanni Sforzaterra di Castro Valva, fideli nostro vaxallo, l’assenso alla compra di alcuni beni stabili consistenti in: una terra comprata da Masella vedova di Adenulfo di Nicola Sforzaterra, sita nelle pertinenze di Castro Valva, in luogo chiamato la terra di Ja Galoti, confinante con i beni della Chiesa di Santa Maria de Salceto, con Nicola Burelli ed altri confinanti, una casa comprata da Costanza vedova di Berardo di Petro di Matteo, sita in Castro Valva, confinante con Mariliano, con gli eredi del quondam Benedetto e con la via pubblica; tutte le parti del feudo del Quondam Nicola Sforzaterra spettante a Micuzza di Adenulfo Sforzaterra moglie di Boccardo di Castro Valva, sito nel territorio di Castro Valva; una terra comprata da Gemma madre del detto Angelo, di Nicola di Lutio, sita in contrada chiamata la Valle, confinante con Gentile preposito, con Mariliano, con Onofrio di Giovanni e con il detto Angelo”.
Fatto sempre salvo il diritto di “adoa e tutti gli altri spettanti al superiore signore”
Nel documento il conte si riferisce a Castro con “il nostro Castro Valva”.
Secondo il mio parere questa non è una vendita ma una concessione di beni che il conte fa ad alcuni di Castrovalva, infatti mantiene per se i diritti di utile signore, dietro pagamento di un canone o di servigi; lui, feudatario di Castrovalva, infeudava a sua volta beni ad altri soggetti; questi beni molto probabilmente sono rimasti in mano ai concessionari fino ad ora, ma sono sempre beni feudali cioè demaniali. 
In questo documento troviamo alcuni cognomi ancora oggi esistenti in Castrovalva: i di Lutio oggi di Luzio; e i di Matteo.
Adoa è il corrispettivo in denaro dell’antico servizio militare prestato dai baroni , dal latino adonamentum poi adoa: i baroni in luogo della fornitura di militi, in caso di guerra, iniziarono a pagare un corrispettivo in denaro, questo dalla seconda din


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