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La storia
Prima del 1806 tutti i centri abitati erano considerati comuni autonomi e per questo autonomamente si amministravano; sotto la dominazione francese le cose cambiarono: i francesi abolirono la feudalità e riformarono l’amministrazione comunale costituendo nuove circoscrizioni, aggregando più comuni far loro.
Aggregarono Bugnara, Anversa e Castrovalva, questa circoscrizione aveva come capoluogo Bugnara. Il comune di Bugnara però ritornò autonomo dopo qualche anno, ma mantenne la competenza su alcuni atti di Anversa e di Castro come gli accertamenti catastali e il rilascio dei relativi certificati.
I due comuni rimasti uniti andarono d’accordo per molti anni, gli abitanti di Anversa esercitavano l’uso civico di legnare sui boschi di Castro, e cioè fino al 1860 circa, dopo iniziarono dei contrasti per il possesso di alcune contrade nelle vicinanze dell’Acqua degli Astroli. I litigi tra le due popolazioni sfociarono, all’incirca nel 1892, in una vertenza demaniale che durò molti anni e che portò alla separazione dei territori con la individuazione dei confini controversi. Il comune di Anversa sosteneva che l’unione di due comuni comportava anche l’unione dei rispettivi territori, mentre Castro sosteneva il contrario. La Corte di Cassazione sentenziò che: “ l’unione amministrativa di due comuni non comporta l’unione in promiscuo dei territori”, ogni comune manteneva il proprio territorio: bilancio unito e beni separati. Nel 1915 si arrivò alla nomina da parte del Prefetto di L’Aquila di una commissione composta da tre membri, scelti tra i frazionisti, per l’amministrazione del territorio separato di Castrovalva, a questa commissione fu consegnato il territorio. In seguito in forza della Legge sul riordino degli Usi Civici del 1927 si addivenne alla nomina di un Comitato di Amministrazione di cinque membri, quattro consiglieri e un presidente, eletto ogni quattro anni direttamente dai frazionisti residenti in Castrovalva, cosa che avviene ancora oggi.
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