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La storia
L’ingiunzione del SRC viene disattesa e Lorenzo Paschale il giorno 04 di Aprile dell’anno 1614 vende la Terra di Castro a Pasquale di Salvo di Scanno per la somma di 5.000 ducati.
Con questa vendita la baronia di Castro si separa dalla baronia di Scanno.
Vediamo meglio la questione circa i rapporti tra Lorenzo Paschale ed il resto della famiglia; dai documenti allegati dal Colarossi Mancini alla “storia di Scanno”, veniamo a sapere che Lorenzo una volta uscito dalla minore età inizia a condurre una vita dispendiosa e per far fronte alle spese comincia a vendere il patrimonio, sia i beni feudali che quelli burghensatici, questo con grave pregiudizio per i diritti della madre, Caterina, e dei fratelli: la madre pretende la restituzione della dote e i fratelli pretendono la quota patrimoniale.
Lorenzo allora per soddisfare i creditori mette in vendita il feudo Castrovalva, che viene acquistato da Pasquale di Salvo di Scanno per 5.000 ducati; Pasquale di Salvo è minorenne e per perfezionare l’acquisto ha bisogno dell’assenso del padre Ariello il quale fornisce anche il denaro. I di Salvo con l’acquisto di Castrovalva si obbligano a versare una parte del corrispettivo a Caterina in conto di dote e 1.000 ducati alla Chiesa della Madonna delle Concanelle di Bugnara per legato di Annibale de Paschale. Ma i di Salvo non adempiono l’obbligazione e i creditori, Caterina i fratelli e altri, ottengono la confisca del feudo di Castro e la vendita pubblica. Il feudo fu ricomprato dalla stessa Caterina per la somma di 3.500 ducati con Regio Assenso del 16 Gennaio 1623. Lorenzo, sempre su istanza dei creditori, fu costretto a vendere anche il feudo di Scanno.
Nell’atto di vendita di Castro, da Lorenzo ai di Salvo, oltre alle condizioni (AS Napoli,. Quinternioni vol. 64 f. 19), si nominano la montagna di Rossigno (Rufigno), i territori detti le Prate, un mulino con la macina e una valcheria.
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