Castrovalva


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Introduzione

Introduzione

Stupendo paesino in provincia dell'Aquila, ridente frazione di Anversa Degli Abruzzi a 850 metri s.l.m., dista circa 5 km dall'abitato del Comune seguendo la statale 479 verso Scanno.
Castrovalva nasce sulle rossastre rupi delle Gole del Sagittario fra ciuffi aromatici di timo e di profumatissime linfe. Le piante che crescono spontaneamente nei dintorni filtrano e rendono salutare la sua aria.
Al paese vi si accede da un'unica, pittoresca strada che all'ingresso dello stesso prende il nome di Via della Fonte. Per i castresi e per quanti hanno imparato a conoscere, ad amare Castrovalva, dire Via della Fonte è come dire via delle allegre, spensierate, meravigliose passeggiate.
Terminata Via della Fonte, la piccola Piazza Risorgimento dove, su un lato, si erge la chiesa parrocchiale di Santa Maria ad Nives con il suo orologio. Al centro, addossato al muro di un antico caseggiato, un sasso rotondo che funge da sedile.
Io sono certo che non c'è abitante di Castrovalva che non possa dire di non essersi seduto almeno una volta su di esso a carezzare, con l'animo raccolto, le sue inverosimili chimere.
Il palazzo ottocentesco di Don Pelino, oggi dei Giammichele, la casa della famiglia Pace, con il suo stemma, l'antica gradinata con la meravigliosa tettoia della famiglia Rozzi.
Ancor più avanti l'arco Medioevale, porta d'ingresso all'antico paese. Qui, fra le vecchie case addossate le une alle altre e vicoletti strettissimi, la piccola chiesa della Madonna delle Grazie; a pochi metri dalla stessa, proseguendo per l'omonima via, ad un certo punto, si domina il vasto panorama della caratteristica valle che racchiude i paesi di Anversa, Cocullo e il Casale, ed in lontananza, uno scorcio della Valle Peligna.
Tornando indietro, all'uscita della citata porta d'ingresso, sulla destra, imboccando Via Fuori la Porta, non a caso detta anche Via del Belvedere, si può ammirare la lussuregiante valle del Sagittario, con le sue pittoresche gole, ove fino agli anni 1920 scorreva il fiume Sagittario.
Particolare attenzione voglio dedicare a questa valle, a queste gole, a quel fiume che non c'è più.
Nei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre dell'anno 1998, mentre si eseguivano lavori di sostituzione della condotta forzata, pozzo di carico centrale di Anversa, il fiume Sagittario ha ripreso il suo naturale percorso fra le omonime gole.
In quel periodo, ho risalito più volte la Valle del Sagittario, soffermandomi in diversi posti ad ammirare l'andare spumeggiante di quelle acque, ad ascoltare la voce del fiume.
Terminata la sostituzione della suddetta condotta, il fiume ha ripreso il suo quotidiano lavoro alla centrale di Anversa e le Gole del Sagittario sono ritornate ad essere silenziose.
Ancora una volta ho ripercorso la suddetta valle, soffermandomi nei medesimi posti, lì, in quella calma senza pari, fatta di silenzio profondo, interrotto di tanto in tanto dal rombo del motore di qualche automobile di passaggio.
Davanti a me Pizzo Marcello, con la sua vetta imbiancata che si profila precisa sul cielo azzurrissimo, tutto intorno strapiombi, rupi rossastre, tappezzate dal verde scuro dei ginepri e delle piccole piante di leccio.....(continua) --> "Il fiume Sagittario"


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