Castrovalva


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Il Merco dell'antica università di Castrovalva

La storia

Con il termine di “merco” si intende lo “stemma” di un comune; nei documenti riguardanti Castrovalva viene più volte menzionato questo merco ma oltre non si va, nel senso che non ho mai trovato la descrizione.
Nei verbali istruttori della causa di separazione con Anversa troviamo quanto segue, pag 377 e seguenti:” l’Asino Cuglio potrebbe essere benissimo una pietra di confine, ma dovrebbe portare segnali alle pietre di confine dovuti, e quali siano questi segnali dovuti in quei luoghi lo vedremo che sono croci incise o scavate a scalpello, staffe, CA, quindi serpi ecc.ecc.”.
Di seguito il verbale del 27 Agosto del 1891: “dal punto L, la Pietra Grossa, la linea di confine venne indicata proseguire retta al punto M intercapedine tra due grossi massi di cui l’uno quello a valle si vide contenere non 20 ma 21 croci incise, una buca uso rovescio di calotta e due strisci a serpe, e come si disse nel verbale del 27 Agosto 1891, nella prima più a basso si rinvennero 20 croci scolpite nonché una lunga scannellatura, ed altro segno a forma di staffa antico stemma di Castro, il tutto evidentemente fatto dalla mano dell’uomo”.
I rappresentanti di Castro presentarono ai periti alcuni documenti più antichi, uno del 17 Giugno del 1714 “il mastro fabbricatore Domenico de Santis di Introdacqua dichiara con giuramento che richiesto dalla Università di Castro a riconoscere i confini, ha trovato che in Pescopiano, vi sono chiari evidenti molti e certi segni manufatti da mastri cioè segni di croce, staffe, merco della medesima università di Castro li quali si pretendono a segni di confine veri e reali”.
L’antico merco ovvero stemma di Castrovalva è la staffa.
Esaminando le tavole allegate ai verbali si può prendere visione di quanto dichiarato dai documenti ed accertato dai periti.
Ma per avere una descrizione precisa del merco della staffa bisogna rifarsi ad alcuni documenti riguardanti il comune di Scanno.
Che il comune di Scanno, nei secoli passati, avesse lo stesso emblema di Castro lo rileviamo da un documento a data Foggia 11 Maggio 1616, atto del Notaio Pancia Domizio che rogò a Scanno dal 1607 al 1618: “ vendita di pellami di pecora mercati con il merco della Terra di Scanno detto della staffa”.
La descrizione del merco della staffa la troviamo nel fascicolo dei verbali istruttori del tribunale di Sulmona, busta 28 da c 532 e seguenti; il fascicolo tratta della causa tra il comune di Scanno e il duca don Antonio Mormile di Carinali e don Giuseppe de Vera d’Aragona residenti in Napoli, per verifica di confini controversi tra loro parti nella montagna di Chiarano.
Dagli atti della causa rileviamo che il comune di Scanno con atti del 04 Febbraio 1558, del 07 Luglio 1558 e del 09 Settembre 1579 acquistò, per mancanza di propri beni, dalla famiglia dei di Sangro, feudataria di Bugnara e Frattura , una parte della montagna di Chiarano e propriamente la Valle che comprende i diruti casali di Giovana o Iuvana, e di Collangelo o Giardino di Collangelo, per il prezzo di ducati 5.600.
Furono fissati i termini e su di essi furono scolpiti da una parte l’emblema della famiglia dei di Sangro e dall’altra parte l’emblema di Scanno: la Staffa. Ma vediamo la descrizione fatta dal perito: “lo stemma di Scanno consistente in una figura triangolare, ovvero triangolo isoscile, che sul vertice à una croce, comunemente detto staffa; questo termine sarebbe il n° 21 indicato nel citato istrumento del 07 Luglio 1558”.
Finalmente ci è dato di conoscere la forma di questo merco, stemma che i castresi hanno scolpito sui confini del territorio comunale: a Pescopiano e al Libro di San Domenico e all’Acqua degli Astroli, ed è proprio alla confluenza del Valone dell’Acqua degli Astroli con il Sagittario che il merco della staffa è scolpito in modo inequivocabile ed identico a quello di Scanno.
Ora Castro e Scanno da chi hanno ereditato questo stemma? Molto probabilmente la staffa delimitava un vasto comprensorio territoriale costituente un qualche feudo o una porzione di feudo assegnata ad un qualche soggetto appartenente alle famiglie che hanno posseduto come feudatari le nostre contrade. I termini segnati con la staffa sono solamente quelli posti a Nord, confini con Anversa; gli altri confini sono segnati con le lettere iniziali del nome dei comuni.



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