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La storia
A questo punto vediamo il primo dei documenti citati sopra: l’atto del Notaio Vincenzo Giannitti di Pettorano a data 16 Febbraio 1623 F.N. AS Sulmona; da questo atto si ha che Caterina Scafarda vende il feudo di Castro al dottor Francesco Antonio Muscettola di Napoli per la somma di 8.000 ducati.
L’atto è la presa di possesso che fa Marco Antonio Bazzano, procuratore di F.A. Muscettola, della Terra di Castro; si compone di: 1. Presa di possesso; 2. Replica al possesso degli uomini del Reggimento di Castro; 3. Replica del procuratore; 4. Procura di F.A. Muscettola a M.A. Bazzano; 5. Dichiarazione del Notaio Joseph S[…] di Napoli di vendita della Terra di Castro da Caterina Scafarda a F.A. Muscettola.
Vediamo alcuni atti singolarmente:
1. La presa di possesso viene fatta nel modo solito, entrando e uscendo dalla porta della Terra, aprendo e chiudendo la porta del palazzo baronale, passeggiando per le vie del dell’abitato, nel documento si precisa: “ il palazzo baronale sito nella Piazza della Madonna della Neve, dove si dice le case nuove dell’ Università”; si nominano gli uomini de Reggimento:” Salnus de Placido camerario, Timbus de Francesco, Onofrius de Berardino sostituto di Costanzi de Marino, e Francisco de Horatio”.
2. Replica dei i castresi al possesso:” la Università et homini del Regimento della terra di Castro de Valve replicano al possesso del dottor Francesco Antonio Muscettola, et per esso al Signor Marco Antonio Bazzano della Città di Sulmona con protestarse de no darne detto possesso se non in quello modo che ave posseduta il Signor marchese del Vasto e il Signor barone Annibale Paschale come appare da capitolazioni passate dall’una et dall’altro padrone , et non intendendo detta università impedire detto possesso, ma che si abbiano ad osservare le immemorabili ragioni (statuti) di detta università”. Molto probabilmente dopo la morte di Annibale Paschale i feudatari di Castro non avevano più osservato le ragioni immemorabili, cioè gli statuti di Castrovalva, e i diritti statuiti di ogni singolo cittadino. A questo punto l’atto si interrompe in quanto mancano le pagine; riprende: “ma dicimo di più e pretendimo dover avere dalla Signora Caterina Scafarda herede di detti docati mille e trecento quali si hanno fatto pagare per detta Università e Particolari, et cosi dicono et in ogni altro miglior modo”.
Replica del Procuratore:” il possesso di detta Terra è stato già pigliato per esso Replicante in nome di detto suo Principale, nemine contraddicente, e che firmo remanente detto possesso, rispetto alle pretese ragioni d’essa Università, il detto suo Principale non have notizia alcuna , et che il giusto porrà per detti davanti a superiori.
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