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La storia
Riprendiamo il discorso dei feudatari di Castrovalva da Annibale de Pascale, che nell’anno 1595 acquista Castrovalva e Scanno dalla famiglia d’Avalos-d’Aquino e inquadriamo questo personaggio. Il Colarossi Mancini nella sua “Storia di Scanno” pubblica un documento , il doc. XI, nel quale si certifica la morte di Annibale Pascale avvenuta il giorno 8 di Maggio dell’anno 1608 (fonte AS Napoli Rep. Quinternioni vol. 18 F 244/V), l’Autore però non riesce a inquadrare bene questo personaggio, scrive che è di origine napoletana e dai registri della intestazione dei feudi rileva l’acquisto di Castro e di Scanno fatto nel 1595; scrive poi che la presa di possesso è avvenuta nel 1597.
Prima di parlare del dottor Annibale de Pascale precisiamo la questione circa l’acquisto di Castro e di Scanno e vediamo l’atto del Notaio Giulio Campana di Sulmona, Fondo Notarile AS Sulmona busta 5.
L’atto di cui sopra da me rinvenuto si compone di due parti:
1. Copia di atto della Camera della Vicaria a data 01 Febbraio 1595 estratto dal Notaio il 01 Aprile 1595, dal quale risulta come maggiore offerente “per la compra delle Terre di Scanno et Castro et altre Castella per ducati cinquantacinquemila” da parte del Magnifico Anniballe Paschali ;
2. Atto di presa di possesso , che in data 23 Giugno 1595 fa Jacobo Anello Ametrano su procura di Anniballe Paschali, delle Terre di Scanno e di Castro Valva, la presa di possesso avviene in “ Terra Interaquam in palatio vicemarchionalis” davanti a Jacobo Anello Ametrano Vice Marchese di Scanno e di altre Terre montane ex Marchionissa Vasti.
Apriamo una breve parentesi su Introdacqua: questa Terra nel 1598 era in possesso di don Cesare d’Avalos marchese del Vasto, gli abitanti pagarono al detto marchese la somma di 3.000 ducati affinchè Introdacqua non fosse venduta ad altri, in caso contrario il marchese era tenuto alla restituzione della somma con gli interessi; questo da un atto del Notaio Giulio Campana di Sulmona del 26 Febbraio 1598.
Ritorniamo al discorso su Castro; davanti al procuratore Jacobo Anello Ametrano, per la presa di possesso, compaiono:” il nobile Panionus (?) di Fusco et Joseph Cola di Ballo di Scanno electi et Homine de Regimine Universitatis dicta Terra e Pauli di Pamphilo massaro e Pauli di Antonio di Castro Valva”. Copia degli atti di presa di possesso furono consegnati ai rappresentanti di Scanno e di Castro, l’atto verrà di seguito trascritto.
Per parlare di Anniballe de Paschale bisogna parlare di Bugnara, della Bugnara del 1500.
Risiedevano in Bugnara alcune famiglie che vantavano vasti possedimenti di beni, su tutte primeggiava la famiglia dei di Sangro che aveva il dominio utile di Bugnara; poi c’era la famiglia Nolfo o di Nolfi, anch’essa con vasti possedimenti di beni, oltre a ciò i Nolfi erano fiduciari dei di Sangro che risiedevano in Napoli.
In un atto del Notaio Giulio Campana del 01 Maggio 1570 , Vol. 4 c.42r, dato in Bugnara si ha che: “ nella pubblica Piazza della Terra di Bugnara vicino alla Chiesa di San Rocco […] il Mag. Vespasiano de Nolfo di Bugnara, procuratore di Hieronimo de Sangro di Napoli, prende possesso, per conto di Hieronimo, della undicesima parte della Terra di Bugnara accedendo in essa per la porta di Santa Maria di Sopra” .
Poi c’era la famiglia “de Paschale” o “Paschalis”, dalla quale nasce Annibale figlio di Rosato Paschalis.
Dai documenti finora rinvenuti vediamo che la famiglia Paschalis era composta da tre fratelli: Matteis, Rosato, e Jo: Maria, quest’ultimo, Giovanni Maria era l’amministratore dei beni della famiglia in quanto poteva disporre anche dei beni dei fratelli.
La maggior parte degli atti di questa famiglia é curata dal Notaio Giulio Campana di Sulmona, che oltre ad esercitare il notariato era anche Giudice e cognato di Matteis.
Dal testamento di Matteis Paschalis, raccolto da Campana in data 09 Giugno 1574 : “ lasso al notaro Giulio Campana mio cognato, ducati 10; lasso a mio nepote Anniballe, figlio di Rosato volendosi fare notaro li sia pagato dai miei eredi tutto quello sarà di bisogno per il privilegio del notariato”.
Per quanto riguarda i possedimenti di Jo: Maria Paschale, dal suo testamento rileviamo che possiede beni oltre che in Bugnara anche in Anversa e Castrovalva, vedremo in seguito l’elenco dei beni, possiede anche “9.150 pecore che a Settembre manda in Puglia”, cfr atto del 24 Gennaio 1590 b. 4 Notaio G.C., fondo notarile AS Sulmona che è l’elenco dei beni di Jo: Maria passati per successione ai figli; il testamento di Jo: Maria è notificato ad Annibale, c25 medesimo atto.
Ora che Anniballe Paschale è di Bugnara ce lo confermano altri atti: un legato di 1.000 ducati che fa alla Chiesa della Madonna delle Concanelle di Bugnara e un documento a data 18 Giugno 1597 Sulmona, FN AS Sulmona Notaio G. Campana:” […] costituita Silvia di Censo Badessa del Monastero di Santa Caterina e le Monache, chiamate al suono della campanella” […] dell’atto è parte “ il dottor Annibale Paschalis di Bugnara barone di Scanno e di Castro Valva” come tutore testamentario dei figli di Jo: Maria Pascale, nell’atto si precisa il “di Bugnara”.
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