Castrovalva


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Carlo Marchesano Barone di Castro Valva

La storia

La famiglia Marchesano, originaria di Rocca Cinquemiglia, ebbe il possesso temporaneo di almeno diciotto feudi tra l’Abruzzo e il Molise, tra i quali Castro Valva.
L’atto di vendita fu rogato dal Notaio Carolus Anellus Florentinus di Napoli il giorno 11 Aprile del 1661.
L’atto di cui sopra è inserito in altro atto notarile del Notaio Cocco Gianberardino di Pescocostanzo dell’anno 1665, FN AS Sulmona, di cui si tratterà in seguito.
Torniamo alla vendita :” dominus Rinaldo Miroballo de Napolis, salvo regio assensu impretando, […] vende et aliena al Signor Carolo Marchesano della Terra di Castel di Sangro la Terra di Castro Valva sita in Abruzzo Citra, con il suo castello, i suoi vassalli, con il palazzo, con tutti i diritti, angarie e parangarie […] con tutti i massari, casaleni, oliveti, trappeti, fiumi, montagne, vigne, alberi terre coltivate et incolte, decime […] per la somma di 7.200 ducati”.
Il giorno 19 di Gennaio dell’anno 1663 il barone Carlo Marchesano a mezzo del procuratore, don Prospero de Andrea, prende possesso di Castrovalva.
L’atto di presa di possesso è redatto dal Notaio Cocco Gianberardino di Pescocostanzo, FN AS Sulmona, b. 65 vol. 30: “Actum in Terra Castri Valvae et proprio in platea predetta Terra”, molto probabilmente all’interno del palazzo baronale.
Vediamo l’atto:” Personalmente accedo nella Terra di Castro e propriamente in piazza dove trovo don Prospero de Andrea e Aurelio de Vito camerario, e […] di Mattheis e Joamni de Antonio sindaci della Terra di Castro e nessuna altra persona”.
Prospero de Andrea esibisce il mandato di procura dato in Castel San Pietro a Capua a data 03 Gennaio 1663, con il quale Carlo Marchesano di Castel di Sangro, dimorante in Castel San Pietro, lo autorizza a prendere per lui il possesso di Castrovalva.
La presa di possesso avviene secondo il solito rituale, il procuratore:” insieme alli sindaci al Camerario e ad altri cittadini cammina per la predetta piazza e per i vicoli della detta Terra, arriva alla porta della Terra dove alla presenza di Paulo di Colantonio, Antonio d’Angelo, Berardino di Matteo, Vito de Benedictis, Sebastiano de Vincenzo, Berardino di Tinno, Donato di Giovanni Sante (Giansante), Francesco di Antonio, Berardino de Censis, Cola di Paulo, Francesco d’Horatio, cittadini della predetta Terra, entra ed esce dalla porta e così facendo prende possesso di Castro Valva”.
Continua l’atto:” Dopodichè ci rechiamo nel luogo dove si dice il torrone vecchio da dove si vedono i confini. Ritorniamo in piazza e da li andiamo nella Chiesa Madre chiamata Santa Maria della Neve, incontriamo l’Arciprete e l’Economo, e dopo aver fatto debita riverenza e orazione ci siamo recati nel palazzo detto del signor barone (la casa dei Malaierva) e il signor Prospero de Andrea prende possesso del palazzo aprendo e chiudendo la porta, entrando e uscendo da esso. Alla fine tutti i predetti cittadini, Camerario e Sindaci proferiscono che Iddio benedetto e tutti i Suoi Santi diano la salute e la prosperità al signor barone Carlo e che non ci facciano conoscere altro padrone che il signor barone”.
Alla stesura dell’atto sono presenti e sottoscrivono il Giudice Regio Josepho Rossi e Laureto di Giovanni Dominico della terra di Pacentro, Marco Ciacarelli di Pacentro, Petro Galluccio di Anversa, Francesco Iaruso e Francesco Humano di Castel di Sangro.
Nell’anno 1665 il barone Carlo Marchesano è chiamato a prestare il giuramento di fedeltà ed il ligio omaggio a Filippo IV d’Austria e in conseguenza di ciò l’Assicurazione dei vassalli.
Il giuramento del Marchesano come barone di Castrovalva, il ligio omaggio e l’assicurazione dei vassalli di Castrovalva è raccolto nell’atto del Notaio Cocco Gianberardino di Pescocostanzo, FN AS Sulmona b. 65 vol. 32. Il documento, a data 08 Gennaio 1665, tratta del giuramento di fedeltà prestato dai cittadini di Castro Valva al barone Carlo Marchesano utile signore di Castro Valva: il Notaio raccoglie, per nostra fortuna, gli atti formati per ottenere il Regio Assenso alla vendita di Castro Valva da parte di Rinaldo Miroballo e quelli formati per il giuramento del Ligio Omaggio del barone Marchesano a Filippo IV e per l’assicurazione dei vassalli di Castro al Marchesano, e poiché tutte le parti intervennero per procura, il Notaio le raccoglie e le trascrive.
L’atto di cui sopra si può dividere nelle seguenti parti:
1. Introduzione;
2. Procura a data 10 Novembre 1664 del dottor Francesco Benincasa di Napoli, Regio Mastro d’Atti di Ligio Omaggio ed assicurazione de vassalli, a favore del Notaio Cocco GB per rogare l’atto;
3. Procura a data 10 Novembre 1664 di Carlo Albertino, Regio Commissario del Ligio Omaggio a favore di Giovanni Antonio de Letto di Sulmona, Vice Regio Commissario per ricevere il giuramento di ligio omaggio del Marchesano al Re, e per l’assicurazione dei vassalli;
4. Procura a data 14 Novembre 1664 Casale San Pietro ad Corpus Capuae, per Notaio Aniello Salsano di Napoli, conferita dal Marchesano a Girolamo d’Andrea di Castel di Sangro, per prestare giuramento al Re, contiene la formula del giuramento;
5. Regie Lettere Patronali del Vice Re don Gaspare de Bracamonte con il Regio Assenso in data Napoli 19 Dicembre 1662;
6. Supplica del Miroballo al detto Vice Re per ottenere il Regio Assenso;
7. Atto di giuramento di Ligio Omaggio;
8. Procura in data 08 di Gennaio 1665 Castro Valva, rilasciata al Notaio Cocco GB da Lelio di Vito procamerlingo di Castro Valva a favore di Paolo Tarullo e Bernardino di Claudio Sindaci e Massari di Castro per prestare il Ligio Omaggio al Marchesano;
9. Giuramento di fedeltà al barone da parte dei cittadini di Castro;
10. Chiusura dell’atto con firme dei testimoni e sigillo del Notaio.
Carlo Marchesano muore e Castro Valva passa in dominio del fratello Giuseppe che a mezzo del procuratore Giuseppe Pietro Antonio di Pratola Peligna, il giorno 26 Luglio 1691 ne prende possesso.
Dall’atto del Notaio Pelini de Blasi di Pentima, atto n° 507 c 109 FN AS Chieti, si ha che:” il giorno 26 di Luglio de l’anno 1691 entriamo in Castro dalla porta della Terra anche detta la porta del Supporto , troviamo li riuniti, convocati con il bando, Filippo Paolo de Gregorio, Donato de Vito, massari, Paolo Tarullo camerario, Donato de Tullio, Domenico de Luzio, Josefo de Vito, Francesco Restaino, Antonio Benedicto, Santo de Florio, Vincenzo de Francesco, Sante de Vito, Paulo Pasquale, Augustino Palmuccio, Paulo de Marino, Berardino de […], Leonardo Tarullo, Josefo de Antonio, Paulo de Battista, Leonardo de Claudio, Francesco de Tillo, Antonio de Thoma, Marco Antonio de Vito, Francesco de Mascio, Leonardo de Sebastiano, Antonio de Antonio e Paolo de Berardino, uomini del Reggimento e maggiorenti della Terra, […] apriamo e chiudiamo la porta della Terra, entriamo e usciamo, passeggiamo in piazza, prendiamo possesso del palazzo baronale nel luogo dove si dice la piazza, apriamo e chiudiamo la porta del palazzo, apriamo e chiudiamo la finestra”.
Tra l’Università di Castro e la famiglia Marchesano sorge una controversia circa la corresponsione di somme di denaro dovute dall’università di Castro al barone Giuseppe e agli altri della famiglia Marchesano, i Marchesano a quel tempo erano quattro fratelli: Carlo, Giuseppe, suor Teresa e Caravita. La controversia si risolve a favore di Castro Valva, gli atti sono conservati nell’Archivio di Stato di Sulmona F.N., Notaio Simonbartolomeo Leonelli di Vittorito, b. 151 vol. 1 anno 1692, Novembre 16.
Dalla famiglia Marchesano il feudo di Castro Valva passa alla famiglia dei de Rosa di Napoli.


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