Castrovalva


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Elenco dei beni posseduti da Jo: maria Paschale in Castro e Anversa

La storia

 Il documento di seguito trascritto tratta della presa di possesso che fa Jo: Maria Paschale di alcuni beni a Castrovalva e Anversa, atto in busta 3 Notaio G.C. FN AS Sulmona.
“Il giorno 18 del mese di Ottobre dell’anno 1588 in Terra Averse nella casa dove risiede il Viceconte ed alla sua presenza, noi Petrus de Vitis di Bugnara Regio Giudice a Contratti; Julius Campana di Sulmona Notaio e i testimoni Joannes Prompto di Bugnara, Sebastiano de Sanità di Sulmona, Rocco di Cola di Fractura e Franciscus Jo: Antoni Muti di Castro;
il giorno e nel luogo predetto […] Joanne Maria Paschale di Bugnara personalmente accede al mulino sito in territorio di Castro, detto il mulino di Castro, giusta i suoi confini, alla presenza del Magnifico Dominico Scaraullo di Sulmona al presente Viceconte di Anversa, prende possesso del mulino, entrando e uscendo dalla porta, avvicinandosi alla macina fa l’atto di macinare”. Dopo aver preso possesso del mulino si reca a Castro dove prende possesso di altri beni:” un’ orticello sito vicino alla Chiesa di Santa Maria, confinante con la via pubblica e la rupe a parte inferiore” dopodichè si reca alla Vicenda dove prende possesso di un terreno confinante con Rosato Joannis e la via pubblica; prende ancora possesso di un terreno a Valledonica a confine con […] di Lutio di Castro ed altri; poi si reca a Campolongo “nella terra vicino a dove si dice la Bocca delle Capere, terreno di cui sono noti i confini; da Campolongo si reca al Vignale, “pervenimus ad alias terra dicta lo Vignale, sita in territori dicti Castri”, e ne prende possesso. La contrada che oggi è denominata genericamente il Vignale in antico era costituita da “il Vignale “ che apparteneva a Castro e “sotto al Vignale “ che apparteneva ad Anversa.
Dopo la presa di possesso dei beni in Castro passa in territorio di Anversa dove, sempre accompagnato dal Viceconte, prende possesso di terreni alle Pastene, sotto il Vignale, a Palacchio, la Vigna Imprese de Contre, la Cannavina alla via Piana.
I beni di cui prende possesso Jo: Maria Paschale appartenevano a Francesco Maria Pernice di Pettorano suo debitore, l’atto infatti contiene copia di un documento della Camera della Vicaria che toglie i beni suddetti a Francesco Maria Pernice e li passa, tramite il Viceconte di Anversa, a Jo: Maria Paschale; dall’atto in questione: “ beni che forno tolti a Francesco Maria Pernice di Pettorano.
Francesco Maria Pernice abitava in Anversa ed era imparentato con la famiglia Ricchi , lo stemma di queste due famiglie, riunito, si trova sul fabbricato dove oggi ha lo studio Nunzio Marcelli di fronte alla Chiesa di San Marcello, nello scudo è raffigurata una pernice posata su un monticello al di sopra della testa una borsa per le monete; questo stemma è descritto dal Notaio Felice Tommaso di Bugnara, busta n° 378 vol. 1 c.3/v anni 1787-1803 FN AS Sulmona.
Il Dottor Annibale Paschale muore il giorno 08 del mese di Maggio del 1608 ( AS Napoli Cedolari d’Abruzzo).
Il periodo di tempo che corre dalla morte di Annibale Paschale fino al giorno 11 di Aprile del 1661, giorno in cui la Terra di Castro viene acquistata dal barone Carlo Marchesano di Castel di Sangro, per vendita da Rinaldo Miroballo di Napoli (atto del Notaio Carlo Aniello Fiorentino di Napoli), è segnato da numerosi passaggi di proprietà: il feudo di Castro è fatto oggetto di numerose vendite. Al momento non ho potuto reperire tutti gli atti notarili al riguardo dei passaggi di proprietà, ma negli atti rinvenuti ho trovato riferimenti precisi ai fatti accaduti.
Il Colarossi Mancini nell’appendice alla sua “Storia di Scanno” trascrive una serie di documenti, cedolari e quinternioni dell’Archivio di Stato di Napoli, che riguardano le nostre contrade e utili al presente lavoro; per quanto riguarda Castrovalva è necessario integrare però quanto riportato dall’Autore citato con due atti notarili da me rinvenuti nell’AS Sulmona:
1. atto del Notaio Vincenzo Giannitti di Pettorano, a data 16 Febbraio 1623, b. 26 F.N.;
2. atto del Notaio Cocco Giamberardino di Pescocostanzo, b. 65 vol. 32 anno 1665 F.N.;
documenti che verranno di seguito inseriti.
I documenti trascritti dal C.M. nella “Storia di Scanno” ci dicono che alla morte di Annibale Paschale il feudo di Castro passa per successione al figlio Lorenzo, nato dal matrimonio con Caterina Scafarda.
Lorenzo, dato che è minorenne si trova sotto la tutela di Troiano Miroballo, ma una volta uscito dalla tutela inizia a dilapidare il patrimonio di famiglia, con grave danno per la dote della madre e per i crediti dei fratelli. La madre, per porre un freno al figlio, ricorre al Sacro Regio Consiglio affinchè ingiunga a Lorenzo di non vendere i feudi di Castro e di Scanno, che sono sempre fonte di reddito.


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